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	<title>TuiNa - Massaggi Roma &#187; Oriente e Occidente</title>
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	<description>informazioni sul massaggio energetico cinese</description>
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		<title>Emozioni, espressioni facciali e medicina cinese</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente ho letto &#8220;Emotions Revealed&#8221;, di Paul Ekman, direi il maggior esperto in espressioni facciali emotive. Ho seguito anche un suo percorso di addestramento nel riconoscimento delle espressioni facciali davvero molto interessante e credo utile. Riporto qui alcune considerazioni che ho fatto alla lettura del libro di Ekman, sulla base delle mie conoscenze in medicina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://img59.imageshack.us/img59/1404/tutteinsieme.jpg" alt="espressioni facciali" width="330" height="272" />Recentemente ho letto &#8220;Emotions Revealed&#8221;, di Paul Ekman, direi il maggior esperto in espressioni facciali emotive. Ho seguito anche un suo percorso di addestramento nel riconoscimento delle espressioni facciali davvero molto interessante e credo utile. Riporto qui alcune considerazioni che ho fatto alla lettura del libro di Ekman, sulla base delle mie conoscenze in medicina cinese (gli ho scritto anche una email in proposito, chissà se risponderà <img src='http://www.massaggiroma.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ). In particolare, nella disquisizione sulle emozioni, Ekman esamina i cosiddetti &#8220;trigger&#8221; specifici per ognuna delle emozioni universali.</p>
<p>Torniamo un attimo indietro: molti ricercatori nell&#8217;ambito della psicofisiologia delle emozioni ritengono che vi siano alcune emozioni &#8220;universali&#8221; ovvero che tutti gli uomini, di qualunque età, razza e provenienza sociale e geografica esprimono allo stesso modo, perciò un linguaggio emotivo &#8220;innato&#8221;. Secondo Ekman sono 7 le espressioni emotive universali: tristezza, rabbia, paura, gioia, disgusto, sorpresa e disprezzo.</p>
<p>Interessante, sin d&#8217;ora, notare che Ekman fa una distinzione tra emozioni e sentimenti del tutto simile a quella che potremmo considerare in medicina cinese (in base a consapevolezza, durata ecc. ) tuttavia le emozioni universali individuate sono 7, come i sentimenti cinesi, e non 5 come le 5 volontà. Pertanto in alcuni casi (disgusto, sorpresa e disprezzo) non c&#8217;è sovrapposizione tra i due modelli.</p>
<p>A queste emozioni universali corrispondono delle specifiche espressioni facciali emotive universali, perciò i movimenti del viso ci consentono di capire spesso con grande accuratezza che tipo di emozione sta provando un&#8217;altra persona anche sconosciuta (salvo poi non sapere perchè <img src='http://www.massaggiroma.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Il punto su cui riflettevo, come ho detto all&#8217;inizio, è il &#8220;trigger&#8221; di queste emozioni, cioè &#8220;cosa le innesca&#8221;.</p>
<p>- La tristezza secondo Ekman, in tutte le sue declinazioni (abbattimento, disperazione, agonia..) ha a che fare con <span id="more-552"></span>il tema della perdita, cioè la separazione da qualcuno o qualcosa. Beh, i cinesi più di duemila anni fa avevano perfettamente capito che la tristezza, legata al Metallo, al Polmone e al Po ha a che fare con le separazioni. Il Po segue lo Shen &#8220;nel suo entrare ed uscire&#8221;. Ma per entrare ed uscire c&#8217;è bisogno di una delimitazione, qualcosa che segni il confine fra l&#8217;interno e l&#8217;esterno: ecco che la pelle, limite dell&#8217;uomo, è controllata dal polmone. Con la pelle sperimentiamo il contatto con gli altri e la perdita di un contatto può generare sofferenza. Talvolta, quando vogliamo che qualcuno sia in contatto con noi, vogliamo che &#8220;entri&#8221; a far parte di noi. E purtroppo questo spesso vale anche per le cose.</p>
<p>- Il trigger della rabbia, secondo Ekman, è l&#8217;interferenza di qualcuno/qualcosa con i nostri obiettivi, movimenti, volontà, ecc. La collera è collegata al Legno, al Fegato e allo Hun, che segue lo Shen nell&#8217; &#8220;andare e venire&#8221;. Si tratta di un movimento in avanti e all&#8217;indietro, nello spazio e nel tempo. Ecco perchè il fegato è implicato tanto nelle premonizioni e nei progetti futuri, quanto nel &#8220;richiamare alla memoria&#8221; (Yuen). Ma è anche ciò che ci fa andare in giro per il mondo. Allora, come una pianticella che vuole crescere e trova un ostacolo al suo sviluppo, la rabbia dell&#8217;uomo si esprime quando non è in grado di aggirare, ignorare o addolcire gli ostacoli, e l&#8217;unica soluzione resta lo scontro frontale, &#8220;andando verso&#8221; l&#8217;ostacolo per abbatterlo. Come per un ariete che sfonda una porta, tutte le energie vengono spinte verso la testa, cioè verso l&#8217;alto.</p>
<p>- il trigger della paura, dice Ekman, ha a che fare con il tema della perdita di un supporto, di un sostegno. Facile il collegamento con l&#8217;Acqua, i Reni e lo Zhi, responsabili del sostegno di tutte le energie dell&#8217;organismo. Ricerche sugli animali hanno dimostrato che il primissimo segno comportamentale di paura è il blocco, ma è meglio usare il termine inglese, il &#8220;freezing&#8221;, che esprime benissimo il parallelo in MTC dove si dice che la paura, come sentimento, congela l&#8217;individuo. Si è anche soliti ricordare che per la paura tremano le gambe, e le ginocchia, governate dai reni, sostengono in piedi l&#8217;individuo.</p>
<p>- Per la gioia esistono molte varianti (felicità, fierezza, piacere, estasi, ecc.) e non mi sembra che Ekman faccia riferimento ad un trigger sottostante tutti questi stati emotivi. D&#8217;altra parte sappiamo che la gioia è collegata al Fuoco, al Cuore e allo Shen (piccolo), ma più specificamente nella accezione di &#8220;eccitazione&#8221;, che è un po&#8217; alla base di tutte le emotività intensamente piacevoli. Riguardo al sentimento della gioia si dice che l&#8217;energia si spande e si disperde ovunque, e in effetti quando amiamo qualcuno o qualcosa siamo &#8220;radiosi&#8221;, irradiamo tutto e tutti con la nostra energia e felicità. Non solo, ma credo che il comune denominatore di tutte le varianti della gioia sia, in qualche misura, il fatto di sentirsi un &#8220;tutt&#8217;uno&#8221;, di sentire tutte le parti di sè unite in un unico indistinto.. che non è forse la virtù del nostro Shen? Curiosamente, come accade quando si è in estasi, sentirsi tutt&#8217;uno vuol dire non sentire più parti distinte, pertanto la realizzazione del sè, senza fare discorsi teorici ma solo pratici, non coincide forse con il sentire &#8220;meno&#8221; la propria individualità?</p>
<p>- Come ho detto prima, disgusto, sorpresa e disprezzo non hanno un parallelo diretto con le 5 volontà, tuttavia il disgusto è sicuramente collegato con la Terra, che governa le trasformazioni e l&#8217;assimilazione. Il disgusto in generale esprime il rigetto, la mancata accettazione di un qualcosa con cui non vogliamo essere nutriti, una sostanza, un&#8217;idea, un insegnamento, una emozione, una disciplina. E credo che anche l&#8217;espressione facciale corrispondente venga fuori in tutti questi casi, non solo quando si tratta di alimenti. Curioso anche il legame con il sesso, che quando non apprezzato viene percepito &#8220;disgustoso&#8221;, come a sottolineare l&#8217;oralità che per noi uomini ha il rapporto carnale.</p>
<p>Ogni commento in proposito è ben accetto (non genererà disgusto) <img src='http://www.massaggiroma.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Incredibile: I farmaci, l&#8217;agopuntura e il placebo hanno tutti la stessa efficacia!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 11:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi su Repubblica.it figura un articolo sull&#8217;agopuntura in cui si sostiene che i risultati di una recente ricerca (meta-analisi di letteratura scientifica) dimostrano che l&#8217;agopuntura è &#8220;solo un effetto placebo&#8220;. Vi invito a leggere l&#8217;articolo: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/agopuntura/agopuntura/agopuntura.html?ref=hpspr1 Quello che segue è il commento che ho inviato al sito di Repubblica: Ho letto i commenti e immagino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="Agopuntura" src="http://mediamente.8legs.net/wp-content/uploads/2009/01/agopuntura.jpg" alt="" width="250" height="167" />Oggi su <strong>Repubblica.it</strong> figura un articolo sull&#8217;<strong>agopuntura </strong>in cui si sostiene che i risultati di una recente ricerca (meta-analisi di letteratura scientifica) dimostrano che l&#8217;agopuntura è &#8220;<strong>solo un effetto placebo</strong>&#8220;. Vi invito a leggere l&#8217;articolo:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/agopuntura/agopuntura/agopuntura.html?ref=hpspr1"><strong>http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/agopuntura/agopuntura/agopuntura.html?ref=hpspr1</strong></a></p>
<p>Quello che segue è il commento che ho inviato al sito di Repubblica:</p>
<p><em>Ho letto i commenti e immagino che ce ne saranno altri. I giornalisti riescono a volte a manipolare una informazione addirittura quando riportano i fatti più o meno correttamente! Mi spiego: il risultato più &#8220;sconvolgente&#8221; della ricerca, se proprio vogliamo, NON è la vicinanza tra l&#8217;agopuntura e il placebo ma, COME DICE LO STESSO GIORNALISTA:</em></p>
<p><em>&#8220;<strong>Il risultato sorprendente è stato che tutti hanno registrato benefici dal trattamento, paragonabili a quelli ottenuti attraverso analgesici o altri medicinali per diminuire il dolore</strong>&#8220;</em></p>
<p><em>Allora, caro Enrico Franceschini, se l&#8217;effetto placebo è meglio dei farmaci, perchè non <strong>studiamo l&#8217;effetto placebo</strong> invece di spendere soldi in laboriose sintesi chimiche? Si chieda un po&#8217; questo, invece di dare al suo articolo il titolo &#8220;Agopuntura, solo effetto placebo, ridimensianata la tecnica cinese&#8221; che è FUORVIANTE</em></p>
<p><em>Immaginate come sarebbe cambiato l&#8217;articolo con questo titolo: &#8220;<strong>Incredibile: I farmaci, l&#8217;agopuntura e il placebo hanno tutti la stessa efficacia!</strong> &#8220;</em></p>
<p>Il problema, qui, al di là della cecità di certi ambienti scientifici e delle dichiarazioni di alcuni medici, è soprattutto <span id="more-157"></span>la responsabilità dei mezzi di comunicazione e dei signori giornalisti, che influenzano le masse con titoli e opinioni elaborate ad hoc. Purtroppo non è solo il caso di Repubblica, questo, poichè anche la Reuters riporta la cosa in modo analogo:</p>
<p><a href="http://it.notizie.yahoo.com/4/20090121/tso-oitlr-agopuntura-aghi-89ec962.html"><strong>http://it.notizie.yahoo.com/4/20090121/tso-oitlr-agopuntura-aghi-89ec962.html</strong></a></p>
<p>Forse sono state le dichiarazioni del Dr. Linde a suscitare questo tipo di report riguardo all&#8217;articolo, forse no, ma in ogni caso i giornalisti dovrebbero avere un minimo di indipendenza intellettuale per comprendere qual è il punto importante della ricerca, che non viene mai indicato se non incidentalmente, ma MAI NEL TITOLO:</p>
<p><em>I risultati hanno dimostrato che le persone curate per più di otto settimane con l&#8217;agopuntura avevano <strong>meno episodi di cefalea</strong> rispetto a chi veniva curato soltanto con <strong>antidolorifici</strong>.</em></p>
<p><em>Per quanto riguarda l&#8217;emicrania, gli aghi si sono rivelati <strong>più efficaci delle medicine</strong>, ma anche i trattamenti simulati davano buoni esiti, hanno detto i ricercatori.</em></p>
<p>Si potrebbe discutere a lungo del modo in cui nelle ricerche scientifiche sono stati scelti i punti di agopuntura, del modo in cui sono stati effettuati i controlli o della preparazione dei ricercatori riguardo alla materia (l&#8217;agopuntura) che vogliono studiare (e che quindi dovrebbero conoscere).  Ma io vorrei che si discutesse di più, se possibile, dell&#8217;effetto placebo, e non limitarsi a &#8220;<em>la pillolina di zucchero che non contiene alcun medicinale</em>&#8221; a cui accenna Franceschini.</p>
<p>Se si dà un&#8217;occhiata alle<strong> fonti</strong>, che consistono un articolo del 2009 e, probabilmente, uno del 2001 della stessa Cochrane, si nota che nella meta-analisi del 2001 risulta che, negli studi in cui è stata confrontata l&#8217;agopuntura con i FARMACI, il primo approccio si è dimostrato più efficace del secondo. Cito testualmente:</p>
<p>2001<br />
&#8220;In the four trials in which acupuncture was compared to a proven prophylactic drug treatment, patients receiving acupuncture tended to report <strong>more improvement and fewer side effects</strong>&#8221;<br />
<a href="http://www.cochrane.org/reviews/en/ab001218.html">http://www.cochrane.org/reviews/en/ab001218.html</a></p>
<p>&#8220;The reduction of analgesic use was similar in patients<br />
receiving acupuncture and prophylactic drug treatment, but<br />
for several time windows, results for response, migraine attacks,<br />
migraine days and intensity were statistically significant <strong>in favour<br />
of the acupuncture groups</strong>.&#8221;<br />
<a href="http://mrw.interscience.wiley.com/cochrane/clsysrev/articles/CD001218/pdf_fs.html">http://mrw.interscience.wiley.com/cochrane/clsysrev/articles/CD001218/pdf_fs.html</a></p>
<p>Non ho potuto leggere per intero la meta-analisi del 2009, tuttavia gia nell&#8217;abstract (<a href="http://www.cochrane.org/reviews/en/ab007587.html">http://www.cochrane.org/reviews/en/ab007587.html</a>) si fa riferimento NON PIU&#8217; a trattamenti farmaceutici (<em>proven prophylactic drug treatment</em>) come nell&#8217;abstract del 2001, ma solo a un più generico &#8220;cure di base&#8221; (<em>basic cares</em>) con antidolorifici (in confronto ai quali l&#8217;agopuntura si dimostra comunque più efficace)</p>
<p>Un ultimo punto riguardo all&#8217;articolo di Repubblica:</p>
<p>L&#8217;articolo generalizza un risultato parziale, perciò commette una<strong> fallacia logica</strong>: il fatto che in una ricerca sia stato osservato che l&#8217;agopuntura &#8220;vera&#8221; (e anche qui ci sarebbe da discutere) non differisce significativamente dall&#8217;agopuntura &#8220;falsa&#8221; in CASO DI EMICRANIA non significa che sia vero IN QUALUNQUE CASO, come si sostiene nell&#8217;articolo. Se si vuole il <strong>rigore scientifico</strong> nella distinzione fra approcci medici differenti, lo si rispetti anche nella divulgazione.  <strong>Da fare a casa: studiare le fallacie logiche, l&#8217;informazione giornalistica ne è zeppa.</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.regalo-idee.it">CC</a></strong></p>
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		<title>Massaggi Cinesi e altre pratiche terapeutiche</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 08:14:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel campo delle medicine alternative vi sono molte e valide tradizioni, tuttavia spesso non è chiaro il legame che c&#8217;è fra tutte le discipline energetiche, perché vengono presentate nella loro molteplicità: ciò accade spesso nel nostro mondo occidentale, abituato ad analizzare, separare, spezzettare il sapere e riconoscere le cose in base alla loro diversità. Perciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p ><img class="alignleft size-full wp-image-141" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="massaggi" src="http://www.massaggiroma.com/blog/wp-content/upload//2009/01/tuinafoto3.jpg" alt="massaggi" width="230" height="230" />Nel campo delle <strong>medicine alternative</strong> vi sono molte e valide tradizioni, tuttavia spesso non è chiaro il legame che c&#8217;è fra tutte le discipline energetiche, perché vengono presentate nella loro molteplicità: ciò accade spesso nel nostro mondo occidentale, abituato ad analizzare, separare, spezzettare il sapere e riconoscere le cose in base alla loro diversità. Perciò ci si può chiedere cos’è “meglio”?</p>
<p >L’omeopatia, l’agopuntura, lo shiatsu, il tui na, la medicina ayurvedica, lo yoga, il qi gong (ecc. ecc. )?</p>
<p >Se partiamo dal presupposto che vi siano almeno dei fondamenti validi nella maggior parte delle <strong>tradizioni terapeutiche</strong> che si sono tramandate per secoli (o per millenni), allora forse sarebbe utile spostarsi leggermente da questo punto di vista, basato sul confronto, e adottarne un altro, in cui si può accettare di porre un minimo di fiducia in almeno una di queste tradizioni e addentrarvisi, poiché il confronto (razionale) lo si fa solo dopo aver acquisito una certa conoscenza. In questa prospettiva si può scoprire lentamente che non è più molto rilevante “<strong>cosa si fa</strong>” ma “<strong>come lo si fa</strong>”, ovvero la qualità della pratica più che la tipologia. Può essere d’aiuto ricordare, ad esempio, che nelle arti marziali cinesi il termine utilizzato più recentemente e più filo-occidentale è <em>Wu Shu</em>, che sta per “arte marziale”, mentre il termine più diffuso e più antico è <em>Kung Fu</em> (o <em>gong fu</em>), che significa semplicemente “esercizio eseguito con abilità” e che, non a caso, i cinesi non associano esclusivamente all’arte marziale.</p>
<p >
<p >Alcuni canali preferenziali tra occidente e oriente hanno favorito <span id="more-140"></span>qui da noi la diffusione di alcune discipline a discapito di altre, perciò spesso c’è una visione frammentata delle varie pratiche, che a volte si ascrivono ad una comune tradizione. Ad esempio, molti identificano la medicina cinese con l’<strong>agopuntura</strong>, ma essa comprende una folta tradizione di fitoterapia, dietetica, <strong>massaggio energetico</strong> (<strong>TuiNa</strong>), pratiche <strong>alchemico/meditative</strong> (<strong>Qi Gong</strong>).</p>
<p >Nel campo del massaggio, in particolare, in Italia è molto diffuso lo <strong>Shiatsu </strong>(di origine giapponese), ma non altrettanto il TuiNa, che è la disciplina da cui lo Shiatsu ha avuto origine, sviluppando successivamente una propria identità.</p>
<p>Il <strong>massaggio TuiNa</strong> adotta una grande varietà di tecniche, che comprendono movimenti di spinta, pressioni, frizioni, &#8220;rotolamenti&#8221;, &#8220;impastamenti&#8221;, percussioni, trazioni, ecc. Comprende, come lo Shiatsu, l’uso di <strong>pressioni </strong>su aree corporee e percorsi specifici (<strong>meridiani energetici</strong>), la stimolazione di punti selezionati sul corpo (<strong>punti di agopuntura</strong>) e l’uso di mobilizzazioni articolari per favorire il movimento dell’energia attraverso le articolazioni, che rappresentano alcune delle più importanti “cerniere” del corpo, cioè strutture che al contempo separano e collegano diverse parti dell’organismo e in cui è facile, perciò, assistere a dei fenomeni di blocco o di stasi dell’energia.</p>
<p>Spesso il TuiNa viene associato al trattamento di alcuni disturbi, quali quelli muscolo scheletrici, disturbi d&#8217;ansia ed <strong>emotività </strong>in generale, disturbi circolatori e alimentari. Scrivo questo perchè le persone chiedono spesso &#8220;a che cosa serve questo massaggio&#8221;. Anche se è doveroso fornire una risposta, in realtà questo è un approccio molto &#8220;occidentale&#8221;: le discipline energetiche, tra cui il Tui Na, non considerano un disturbo nella sua particolarità, ma lo inscrivono nel quadro più globale dell&#8217;equilibrio dell&#8217;organismo, andando ad individuare cos&#8217;è che non funziona nella &#8220;<strong>fisiologia energetica</strong>&#8220;.</p>
<p>Più in generale, un&#8217;azione terapeutica in medicina cinese è prima di tutto un percorso di <strong>autoguarigione </strong>per il paziente e il terapeuta non è che un aiuto in questo percorso. Perciò il primo passo è la &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><strong>fiducia reciproca</strong></span>&#8220;: anche se nella realtà risulta difficile risolvere alcuni problemi (non lo dimentichiamo), dovremmo provare a non pensarci, a non dare importanza a quale sia il problema, ma alla nostra volontà di risolverlo. La medicina scientifica lo chiama “<strong>effetto placebo</strong>”, ponendolo in contrapposizione all’efficacia di un farmaco, ma in realtà esso è un grande alleato nell’azione terapeutica di tutte le medicine (nessuno può smentirlo): è l’immaginazione (<strong><em>Shen</em></strong>) che prende piede nella realtà ed è il terreno fertile su cui un corretto approccio terapeutico può trovare grandi risultati</p>
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		<title>Una scienza per molte medicine</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 15:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oriente e Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[medicina cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[La globalizzazione è un processo che sta interessando tutte le discipline e che spinge verso un ampliamento dei nostri confini culturali. Anche il mondo scientifico è soggetto a questa inevitabile mutazione e, per quanto ci si attenda che esso manifesti l’apertura più ampia verso l’integrazione delle conoscenze, spesso ciò non accade. Questo è il caso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left; display: block;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><img class="alignleft size-full wp-image-87" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="anatomia" src="http://www.massaggiroma.com/blog/wp-content/upload//2009/01/anatomia.gif" alt="anatomia" width="137" height="329" />La globalizzazione è un processo che sta interessando tutte le discipline e che spinge verso un ampliamento dei nostri confini culturali. Anche il mondo scientifico è soggetto a questa inevitabile mutazione e, per quanto ci si attenda che esso manifesti l’apertura più ampia verso l’integrazione delle conoscenze, spesso ciò non accade. Questo è il caso, ad esempio, del difficile rapporto tra la medicina scientifica occidentale, meglio detta <strong>“allopatica”</strong> e le medicine definite <strong>“alternative”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">La denominazione delle due materie già dice molto sui termini del dibattito: il termine &#8220;alternativa&#8221; sottolinea quanto la nostra scienza si consideri un&#8217;elite e dà l’impressione di una certa chiusura culturale, quasi a voler dire: &#8220;Se non sei con me, sei contro di me&#8221;, perciò non si può affrontare insieme un discorso diagnostico, ma solo separare delle strade, dividere, <strong>alternare</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Il mio più autorevole maestro di medicina cinese sostiene che l&#8217;appellativo corretto sarebbe &#8220;medicina integrativa&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Spesso si sente dire che le medicine “alternative” non possono essere considerate valide perchè non rispondono ai criteri del metodo scientifico. Premesso che riconosco il grande valore che ha la scienza e il suo metodo,<span style="text-decoration: underline;"> al di là di come esso viene applicato</span>, vorrei porre l&#8217;attenzione su alcuni punti:</span></p>
<p>1. Il metodo scientifico classico si basa sull&#8217;<strong>indipendenza tra osservatore ed oggetto osservato</strong>, e la fisica quantistica ha dimostrato che <span id="more-46"></span>questo non è un presupposto sempre valido, ma piuttosto una esemplificazione: gli elettroni si comportano in modo diverso a seconda di come vengono studiati, la luce si comporta in maniera ondulatoria o corpuscolare a seconda di come essa viene misurata. Pertanto l’assioma che considera indipendenti soggetto e oggetto non descrive che <strong>uno</strong> dei modi di presentarsi della realtà, e non esclude gli altri. Nella pratica, quindi, la scienza galileana non può affermare che ciò che non rientra nei suoi canoni sia falso, ma può esprimersi solo su ciò che si può indagare attraverso la metodologia che le è propria. D’altra parte in quest’ultimo caso, come diceva Popper, la scienza è molto più utile nel dimostrare ciò che non è vero, rispetto a ciò che lo è, perché si basa sul concetto di riproducibilità: la certezza su un risultato sperimentale è “asintotica”, perché richiederebbe infinite replicazioni dello stesso esperimento, mentre basta un esito negativo per stabilire che l’ipotesi postulata è falsa.</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><br />
2. Il fatto che la medicina allopatica considera l&#8217; &#8220;altro&#8221; come esterno a sè, è insieme un motivo di successo e di insuccesso. Il successo è che è riproducibile, entro certi limiti. Perciò, <strong>indipendentemente</strong> da chi prescrive un farmaco, esso seguirà il suo corso nell’organismo del paziente e farà, <strong>più o meno</strong>, quello che fa negli altri. La riproducibilità ci rende fiduciosi di ottenere un effetto, se le cause sono note; tuttavia è pericolosa perchè ci può rendere <strong>troppo fiduciosi</strong>, a tal punto che possiamo essere indotti nell’errore di pensare che la medicina scientifica possa curare tutto. È vero il contrario: l&#8217;insuccesso dovuto alla separazione tra osservatore e osservato (non presente nella medicina originale, quella di Ippocrate e pre-illuministica) consiste nel fatto che la nostra medicina non cura molte malattie, e quasi sempre cura i sintomi e non le cause. Ecco perchè serve una medicina integrativa, perchè nessuna delle due (e più) medicine è <strong>esaustiva</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Accade diversamente, ad esempio, nell’agopuntura e nel massaggio cinese, come in altre discipline olistiche: l&#8217;effetto dipende anche da chi agisce sull’organismo, cioè l&#8217;osservatore e l&#8217;osservato sono uniti dal reciproco scambio di energie.</span></p>
<p>3. Dal punto 1 si comprende che, affinché le medicine “alternative” possano essere considerate valide in ambito scientifico, è necessario che esse rispondano al suo metodo. Esiste, tuttavia, la difficoltà di applicare ad esse il concetto di riproducibilità, per diversi motivi: una maggiore variabilità nella scelta terapeutica, una maggiore soggettività e, frequentemente, la focalizzazione su fenomeni “energetici”, che sfuggono alle tecniche di indagine sperimentale. Consideriamo per un attimo, allora, il concetto di riproducibilità.</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Riprodurre qualcosa esattamente, in realtà, è impossibile: ciò che facciamo normalmente è fissare degli standard per cui due circostanze sono <strong>abbastanza simili, “quasi uguali”</strong>, e pertanto possiamo considerare il secondo evento come una replicazione del primo. Se ragioniamo in termini di causa-effetto, solo la conoscenza di tutti gli elementi che costituiscono un evento, o meglio una <strong>circostanza causale</strong>, permette davvero di conoscere l&#8217;effetto (cfr T. Honderich, “Sei davvero libero?”- Il Saggiatore, 1996). In altre parole: se sfreghiamo un fiammifero, ci aspettiamo di ottenere l’effetto dell’accensione del fuoco, ma se il fiammifero è eccessivamente umido, la nostra previsione sarà disattesa, perché non abbiamo considerato che anche l’umidità rientra nella circostanza causale necessaria per l’accensione del fiammifero, cioè non otteniamo l’effetto voluto perché non eravamo pienamente a conoscenza delle cause. Ecco perchè, ad esempio, la fisica viene considerata una scienza più solida della biologia (o della medicina): perchè nel secondo caso sono moltissimi i fattori che sfuggono ai nostri calcoli. Allora pensiamo davvero che altre medicine, come quella cinese, non prendano in considerazione la riproducibilità? </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Sicuramente ne tengono conto, solo che sovente fanno riferimento ad un numero molto maggiore di &#8220;elementi causali&#8221; (termine poco appropriato ma utile alla esemplificazione), di <strong>sintomi e segni,</strong> rispetto alla medicina occidentale, per cui, per trovare due casi <strong>abbastanza simili</strong>, su cui si possa applicare il concetto di “replicazione”, serve un campione molto più ampio. Al di là della riproducibilità non v&#8217;è grossa differenza di metodo fra le pratiche mediche: osservazione, ipotesi, test (logici o empirici), ed elaborazione di una teoria (o diagnosi). </span><br />
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</a></p>
<hr style="visibility: hidden; clear: both; width: 100%;" /><span style="z-index: 10; float: left;"><a title="Links active once published"><br />
</a></span></p>
<p style="text-align: left; display: block;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><img class="alignleft size-full wp-image-79" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="taijitu" src="http://www.massaggiroma.com/blog/wp-content/upload//2009/01/taijitu.gif" alt="taijitu" width="200" height="197" />Concludendo, un’ultima osservazione: più che tentare di verificare il successo di una scienza medica in base ai nostri standard, non sarebbe forse più utile indagare se le conoscenze di quest’ultima possono <strong>arricchire la nostra cultura</strong> nel settore?</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">In una recente intervista, ho sentito dire ad un nefrologo molto noto che la sua equipe sta conducendo ricerche sull&#8217;associazione, non intuitiva, fra malattie cardiache e renali. Anche se i concetti di &#8220;cuore&#8221; e &#8220;reni&#8221; sono molto diversi nella medicina cinese rispetto a quella occidentale, l&#8217;asse cuore-rene è noto in Cina da più di duemila anni ed utilizzato a scopo diagnostico. Gli ho scritto una email per chiedergli se avesse considerato l’opportunità di prendere spunto da quel bacino di conoscenze millenarie, nel corso dell’indagine sperimentale. Purtroppo non ho ricevuto alcuna risposta.</span></p>
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