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  • Luca D'Epiro

Cos'è la Medicina Cinese

Aggiornato il: mag 3

La storia di quest'arte si perde nella notte dei tempi. Si pensi che l'origine del Huangdi Neijing (Il Canone di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo), per alcune fonti storiche conformate alla leggenda, risalirebbe al 2697 a.C. (più verosimilmente compilato durante la dinastia Han 200 a.C.). Parlare di questo fenomeno in termini storici è fuorviante in quanto nei secoli e in diverse zone, la medicina ha assunto sfaccettature e metodi molto diversi. Ciò che la rende interessante e ottimo strumento da affiancare a terapie della moderna medicina, sono i principi olistici e filosofici che ne sono fondamento.

Il primo concetto cardine da affrontare riguarda i “Tre Tesori”: Shen (spirito), Qi (energia) e Jing (corpo). La connessione tra psiche e soma è riconosciuta da sempre nella cultura occidentale, tutti conosciamo il concetto di psicosomatico, pensiamo meno al somatopsichico. A tali concetti il pensiero orientale aggiunge il principio del Qi, che va a collocarsi nel mezzo. Un motto nel Taiji recita: “la mente va, l'energia segue ed il corpo esegue”. A volte una congestione energetica è il motivo di disturbi a monte e/o a valle del Qi. É in questo livello, quello energetico, che si opera con il Tuina (massaggio e trattamento di alcuni punti dislocati sui meridiani, autostrade energetiche del corpo) e con l'Auricoloterapia (pressione su punti del padiglione auricolare che sono riflesso di altre zone). Qui va fatta una precisazione: sintetizzare in poche righe concetti filosofici senza banalizzarli è impossibile.

Ma allora la medicina cinese tratta i disturbi psicosomatici? Si e non solo: Da una parte l'energetica risulta utile in tutti quei problemi che consideriamo completamente slegati da cause o effetti psichici (ad esempio una frattura causata da uno “sfortunato incidente” che fatica a calcificare o a cui vogliamo semplicemente accelerarne il processo). Dall'altra i tre tesori (corpo, mente ed energia) non sono mai slegati, ognuno può essere trattato separatamente e nel suo aspetto di pertinenza ma influenzerà inevitabilmente gli altri due, magari in maniera silenziosa ed impercepibile (olismo).

E' in questo che risiede la particolarità di questa antropologia medica, proprio perché tutto è interconnesso non è più il sintomo il protagonista del trattamento ma la persona che lo riceve. La cosa che più mi ha affascinato di quest'arte è proprio la capacità della medicina cinese di essere un meraviglioso strumento di evoluzione. A volte, e solo per chi vuole, la malattia può essere una meravigliosa opportunità di cambiamento e ci può indicare dove ci siamo arenati nella nostra vita.




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